Lunedì 20 Novembre 2017
the bookmakers PDF Stampa E-mail
Antonello Salis: pianoforte, tastiere
Sandro Satta: sassofoni
Antonio Jasevoli: chitarra, electronics
Adriano LoGiudice: basso elettrico
John Arnold: batteria, electronics

Più o meno dalla fine degli anni Sessanta Antonello Salis non prendeva in mano stabilmente strumenti elettrici e non si circondava di musicisti che, oltre ad essere rinomati nel campo delle musiche improvvisate e del jazz, godono di un forte retroterra rock. Tuttavia il quintetto non rivela una timida e malriuscita copia o celebrazione dei fasti passati, al contrario alterna ruvide scorze di stoner-rock a ispirazioni psichedeliche muovendosi in una terra di confine dove Jimi Hendrix può venire alla mente almeno quanto Frank Zappa e Charles Mingus. Repertorio originale, strutture di brani nelle quali si innestano a seconda dell’atmosfera del momento le improvvisazioni fulminanti della chitarra di Antonio Jasevoli, le invenzioni melodiche e armoniche di Antonello Salis, le stratificazioni estemporanee di Sandro Satta.
Quello che più sorprende del quintetto è l’incredibile collaborazione fra i vari artisti, mai uno sopra l’altro in un patetico tentativo di dimostrare il proprio valore; e la compattezza coesa della musica prodotta: fulminante, emozionante, ingegnosa. Ne vien fuori un flusso sonoro in continua variazione, giocato su toni chiaroscurali, fatto di rimandi, citazioni e invenzioni.
La formazione nasce da un’esigenza comune dei cinque musicisti di calpestare spazi sonori differenti, soprattutto viene fuori dall’esigenza di Antonello Salis di andare oltre la musica, per lo più acustica e realizzata in piccole formazioni, che ha proposto negli ultimi anni, di scommettere anche, trovando nella chitarra di Jasevoli un elemento di grande stimolo. Mai prima di ora i cinque si erano trovati a condividere lo stesso palco, tuttavia è ben nota la pluridecennale collaborazione tra Salis e Satta, come anche la cooperazione tra Jasevoli e Lo Giudice.